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martedì 14 settembre 2010

Città


Ci dev'essere un componente antidepressivo nello smog delle città: più ce n'è e più sorrido, mi sento allegra e con un forte senso di appartenenza a quel luogo in quel momento. Le centinaia di auto che ingombrano le strade sono una piacevole compagnia, i semafori immancabili nelle foto.
I miei polmoni non concorderanno, eppure è così.

lunedì 9 novembre 2009

9 novembre




Nel tardo pomeriggio del 9 novembre 1989 ero sull'autobus, fermo in fila in via della Costituzione, mentre la radio, prontamente o casualmente accesa dal conducente, mandava in onda un'edizione straordinaria su una conferenza stampa a Berlino e su assembramenti di persone intorno ai valichi del famoso muro. Lì per lì non ho capito, non ho colto. Pensavo a qualche rivolta destinata ad una rapida e sanguinosa repressione. Fequentavo sempre le superiori e avevo ancora ben stampato nella mente l'immagine dello studente in piazza Tienanmen in piedi da solo, di fronte al carro armato. Era successo solo cinque mesi prima. Certo, sapevo di Gorbaciov, della Glasnost, della perestroika, ma ero piccola e incline a prendere in considerazione sempre l'ipotesi peggiore. Invece, vista l'apertura del confine con l'Ungheria e il successivo esodo di tedeschi dalla DDR già da settembre, il muro era praticamente inutile. Tanto valeva permettere il transito - avevano deciso le autorità della DDR-; tanto valeva salirci sopra, attraversarlo, scalfirlo, schernirlo, esorcizzarlo, abbatterlo - hanno deciso i berlinesi.
In cinquanta-sessant'anni Berlino è stata distrutta due volte e ora è una delle città più coinvolgenti e affascinanti che abbia mai visto, dove - ovunque ti giri - c'è sempre una coppia che si scambia un bacio. Puoi camminare nella storia e vivere il presente a Potsdamer Platz, dove nel 1924 fu installato il primo semaforo, durante la guerra i bombardamenti lasciarono solo macerie, nel dopoguerra venne casualmente a passare il punto di congiunzione tra settore inglese, americano e sovietico, dove da una piattaforma panoramica i turisti da ovest sbirciavano la povertà dell'Est e dove ora puoi gustarti un mokafrappuccino sotto la cupola del Sony Center, firmata Renzo Piano.
La storia è anche questo. La rivincita dell'intelligenza e della libertà sull'oppressione e sull'idiozia. Peccato ci siano voluti così tanti anni e così tanti morti.

mercoledì 20 agosto 2008

Acque

Sembra si possa iniziare a navigare più sicuri, almeno per qualche giorno. Il rischio di assalti pirateschi rimane solo onirico.

sabato 9 agosto 2008

Una buona sera, perfetta per guidare, ascoltare, abbracciare, chiacchierare e scriversi sms dal terrazzino

L'ora d'aria che mi sono autoconcessa dal carcere grammaticale mi ha riconsegnato alla vita e mi ha anche ricordato che forse ho le energie per godermela. D'altra parte essere riuscite a venire a capo di 80 pagine deve rendere più leggeri, per quanto non abbia ben chiaro come sbarcare e sopravvivere alla unità e alle unita successive. Vedremo anche stavolta se sarà la grammatica ad essere domata, a trasformarsi in qualcosa di definito e leggibile o sarò io a stramazzare a terra. Nei giorni scorsi non sono stramazzata, ma trascinata sì: dallo studio al letto al divano con pc appoggiato sulla gambe e ventola quasi sempre disperatamente in funzione. Andava meglio soltanto con il ventilatore acceso e puntato appunto direttamente sul pc. Uno dei pochi conforti era la certezza che cento km più a nord Qualcuno vegliava su quelle stesse stupide frasi e consegne e avrebbe vigilato sulle mie eventuali cazzate scappate alla tastiera in notturno. Come sempre, mi basta poco per tornare a sorridere e rinascere dalle ceneri, alla fin fine è estate, è caldo, tra colazione pranzo cena potrò riguardarmi decentemente la cerimonia d'apertura dei giochi olimpici e tornare a piangere, mi merito il primo gelato Monterosa post-Berlino, mi fa piacere portarlo ad amici, mi fa piacere di guidare e guidare ascoltando It's so easy, Heartbeat, Early in the morning, Everyday di Buddy Holly, che volevo da più di un decennio e che si imbattuto in me per caso alla cassa di uno dei tre Starbucks di Berlino. E fra due settimane parto per la mia città. Posso sorridere. Almeno stasera.

giovedì 31 luglio 2008

Il cielo sopra Berlino

Limpido e luminoso, di un azzurro assoluto e penetrante, soprattutto per una deficiente che si è infilata un angolo di uno stupido volantino dritto in un occhio.

sabato 26 luglio 2008

Ich bin ein Berliner

All free men, whereever they may live, are citizens of Berlin. And therefore, as a free man, I take pride in the words:
"Ich bin ein Berliner."

J. F. Kennedy, Berlin, 26 giugno 1963