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domenica 6 novembre 2011

E in effetti

Perché poi ti viene sempre il dubbio di esagerare, di avere la sindrome da emulazione leopardiana del natio borgo selvaggio, di ricordarti male, quindi concedi ulteriori possibilità (essenzialmente per prendere il biglietto per "Colazione da Tiffany" già prenotato per telefono). Parcheggi a fatica, cammini prima nel buio, poi nella luce triste dei lampioni gialli; i fanali delle auto confortano, le serrande abbassate di tutti i negozi, bar compresi, rafforzano il convinto scuotimento di testa. Qualcuno c'è: è al telefono, altri guadaganano casa con il cartone della pizza, alcuni ragazzi sono seduti sul primo scalino del cinema.
Ti viene il dubbio di aver esagerato in passato e in effetti la memoria ti ha ingannato: la realtà, a soli duecento metri dal gioiellino della piazza, è ben più desolante dei ricordi già non esaltanti.
Speriamo nel Natale. Non rimane altro.
Via, via, rientrare alla svelta e tirare su il ponte levatoio. Nella testa la battuta di Joey Tribbiani: "Inside good, outside bad". E dire che Joey aveva New York outside.

domenica 14 marzo 2010

Scoperte



Morton Street 14, il condominio dove abita Phoebe, si trova soltanto a due isolati dall'angolo tra Grove e Bedford street, nel Village ovviamente. Riguardando Friends per l'ennesima volta si impara sempre qualcosa di nuovo.

giovedì 11 marzo 2010

Punti di vista

"Did you know your oven doesn't work?" - Monica asks.
"The drawer full of takeout menus is ok, right?" - Joey answers.

(Friends, The One Where Chandler doesn't Like Dogs, VII, 8)

In effetti, anche a me appare più rilevante il cassetto con i menù rispetto al forno. Naturalmente ora che mi è stata regalata la stufetta e il forno non mi è più necessario come calorifero d'emergenza, prima dell'accensione centralizzata.

lunedì 25 gennaio 2010

Ipse dixit

Disse il saggio Joey: "Inside good, outside bad". Outside un vento gelido, il buio, il nulla e il tutto tre piani sotto, inside, i 23° del riscaldamento centralizzato, il lettore dvd in funzione, la micia che dorme, la lampada dell'Ikea con la sua luce soffusa, il mio divano con il nuovo plaid a bande gialle, verdi e blu dove sprofondare e volersi un po' di bene. Il resto, per stasera, non esiste.

lunedì 2 novembre 2009

The one with the ballroom dancing

Friends rimane in assoluto il miglior telefilm mai sceneggiato. Se a questo aggiungiamo Matthew Perry, le espressioni incredibili di Matt Le Blanc e il Village di New York come sfondo, ecco spiegata la grandezza (al di là del successo) di Friends. La scena del ballo di Joey e di Tregeer il portiere sul tetto del condominio di Grove Street nella notte illuminata dalle luci di New York non rientra tra le perle, ma certamente è indimenticabile (IV serie, episodio 4).