Visualizzazione post con etichetta Jude. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Jude. Mostra tutti i post

lunedì 29 agosto 2011

Là


"Le vacanze estive inferiori ai venti giorni dovrebbero essere dichiarate fuori legge" - sostiene la Vale. E ha ragione.
Di solito al ritorno dalla mia misera settimana a casa ero distrutta. Non che stavolta non avverta il rebound, non che non mangi persino gli insipidi rich tea biscuits della Tesco con malinconica nostalgia, eppure me la cavo abbastanza bene. Sono stata così serena, felice, (anche troppo) soddisfatta (a giudicare dalle foto) per venti giorni che ancora ne avverto l'effetto positivo sull'umore. Guardo qui intorno l'umanità offesa e piegata dal caldo con un misto di pietà, di affetto e di distacco, come se non fossi anch'io nella cloaca dei 37 gradi ed oltre.
A tratti la sensazione di buono, il mood londinese è la stessa che si prova al risveglio dopo un bel sogno. Ma là sono stata, là mi sono svegliata per venti giorni, sotto il piumone, nella stanza illuminata anche di notte dal lampione che dava sul roof, là mi sono svegliata col sorriso, tirando su le tapparelle color legno, per verificare che Holland Park e la casa dei sogni di fronte, quella con la cucina con l'isola, fossero reali, fossero sempre accampati là di fronte. Là mi sono svegliata con Vivaldi, là ho fatto colazione con il latte alla panna e i digestive, decidendo i dettagli della giornata con uno sguardo al cielo a volte meravigliosamente imbronciato, a volte semplicemente grigio, a volte con le nuvole che corrono.
Sono stata così bene che ancora mi porto dentro quel bene. Continua a vincere la sensazione del buono che c'è stato, dell'orgoglio di esser stata scelta ed inclusa, di tutto quanto ho condiviso: dagli hamburgher di Giraffe, al teatro in mezzo al parco, alla volpe, al mio Globe, all'afternoon tea da Max, all'Harry da tube e agli abbracci veri, da vero telefilm, dell'ultima sera.

domenica 14 marzo 2010

Squarci di saggezza



Oggi ho riacquistato nuova fiducia nella mia sanità mentale: me ne ha convinto persona saggia che riempie la vita in maniera più intelligente di me. Nel frattempo, non potendo seguire i miei primordiali saggi istinti, mi faccio appendere piccole finestre sul mio mondo. In attesa di tornare a calpestare il sacro suolo.

martedì 23 febbraio 2010

Postman's park



Non lontano da qui si stendono liste di angoli, piazze, ristoranti, negozi londinesi imperdibili. Anche il Postman's park ha il suo perché.

martedì 5 gennaio 2010

Watson and Sherlock/3

Poiché non avevo ancora compreso bene tutte le battute e poiché non si lascia un'amica da sola nel momento del bisogno, sono tornata nuovamente al cinema per riguardare (bene) Sherlock Holmes. Devo riconoscere che il ripasso ci voleva. Sale però di visione in visione il livello di insofferenza per la versione doppiata: Jude è la sua voce semirauca.

sabato 2 gennaio 2010

Watson e Sherlock/2


Chiedeva il mio babbo la scorsa settimana: "Non capisco, ma codesto film a Pistoia non c'è?"
In effetti, a Pistoia Sherlock Holmes c'era e c'è. Quindi, dopo averne degnamente celebrato la prima visione a Bologna in via Indipendenza (se non sbaglio) e aver festeggiato l'evento con cena a seguire dal Rosso con Gaia, stasera a a Pistoia son tornata a vederlo con Irene. Mai trovata in precedenza al Lux una sala più piena, ci siamo accaparrate gli ultimi due biglietti, finendo spalmate con testa reclinata all'indietro in seconda fila.

Anche alla seconda visione, anche inondata dalla luce bianca dello schermo, Jude e Robertino non perdono di smalto, sale solo il bisogno di ascoltare la voce semi-rauca di Jude e la soluzione inglese di Robertino. Ci sarà tempo.

martedì 29 dicembre 2009

Watson e Holmes

I produttori e il regista di Sherlock Holmes devono aver pensato: "Quale può essere una coppia di attori carismatica, affascinante, intrigante, irresistibile, di sicuro impatto anche commerciale?"
Si sono risposti: "Robert Downey Jr e Jude Law".
Passaggio successivo: "Quale coppia storica, trascinante potremmo far loro interpretare?".
Tra le altre ipotesi "Holmes e Watson" è risultata quella vincente. Poi la produzione ha incaricato un gruppo di sceneggiatori in gamba di trarne un soggetto decente con buone battute, raccomandando il margine per un sequel. Ed ecco lo Sherlock Holmes di Guy Ritchie.
Un film praticamente costruito sui primi piani di Jude e di Robertino, sulle faccine di Robertino, sugli sguardi assassini di Jude, sui pettorali di Robertino e sulle spalle di Jude, su Robertino nella versione con mantello e occhialino tondo e su Jude con il completone ottocentesco e claudicante. I due sono anche bravi, il che non guasta. Credo che nessuno, tranne Simona, vada a vedere questo film per puro interesse verso la storia del personaggio Sherlock Holmes. Nessuno. Il film è anche ambientato a Londra, ma avrebbero potuto ambientarlo ad Algeri e non avrebbe fatto differenza. Il punto non rileva.
Quindi, il 28 dicembre si può e si deve prendere e partire per Bologna per condividere simili imperdibili esperienze mistiche, che rendono migliore la vita.
E magari tornare a vederlo a Pistoia. Ed essere già in attesa del sequel.

venerdì 13 novembre 2009

J and R

Scocciata e seccata, ritrovo un senso e un significato, mi riconcilio col mondo gustandomi il trailer di Sherlock Holmes con Jude e Robertino (grazie alla segnalazione di Gaia e di altre illuminate e caritatevoli blogger).

sabato 31 ottobre 2009

Jude e New York / New York e Jude (per Gaia)



Ci sono miliardi di ragioni per passare, vivere a e vivere New York. Ora ce n'è una in più: la meraviglia dell'Amleto diretto da Michael Grandage e già magnificamente interpretato dal grande Jude al Donmar di Londra. Chi può vada. Ne vale assolutamente la pena.

Jude e Londra / Londra e Jude



Chiariamo subito che per questa perla devo, dobbiamo ringraziare Gaia . I tempi mi suggeriscono di godermi il reale con i piedi per terra, ben arpionata alle mie ancore di salvataggio virtuali, giusto giusto per tenere la situazione sotto controllo ed evitare discese agli inferi necessarie ma anche parecchio dolorose. E Jude rimane una gran bell'ancora virtuale, una di quelle ancore per cui il caro vecchio Woody sosteneva che si può e si deve vivere. Oltretutto qui hanno pensato bene di associarmi Jude a Londra, che per me, visto la fortunosa visione dell'Amleto, quest'estate rimarranno indissolubimente legati a vita.
Per chi potrebbe pensare (troppo) male, ricordo convintamente che Jude è anche un ottimo attore. Non lo si può giudicare solo dal suo aspetto.

venerdì 24 luglio 2009

The holiday



Adoro suggerire, guardare, commentare in diretta o anche via cellulare, arrivare a convidere film o telefilm. "Elizabethtown" è entrato nella mia vita per caso con commenti puntuali via cellulare una serata d'estate prima di una partenza, meno di una settimana più tardi avevo in mano il dvd, ancora questo Natale me ne è stata regalata una copia in italiano, appunto per poterlo condividere.
"The holyday" era in cartellone a Londra a fine dicembre 2006, erano giorni intensi e me lo sono lasciato scivolare via; la vita reale giustamente ha prevalso. Quel manifesto, l'ambientazione londinese, l'autrice, Nancy Meyers, i protagonisti, Jude Law e Kate Wislet, hanno fatto sì che mi fosse regalato in dvd ed è stato amore a prima vista. Non è un capolavoro s'intende, è una commedia romantica che dà voce alla speranza, anche se la speranza dura lo spazio di un film, due ore di una piacevole illusione consapevole. Non è un film alla Frank Capra perché non è chiaro (e non può esserlo) cosa avvenga dopo l'ultimo dell'anno trascorso tutti insieme, bimbe comprese, nella casa di lui nel Surrey. Ad ogni nuova visione mi fermo a pensare, di fatto sceneggio, tutte le possibili evoluzioni. Comunque, finale a parte, Iris e Amanda si sono concesse una possibilità e io e i miei astratti furori non possiamo non lasciarcene affascinare. E' evidente anche che un Graham che bussa alla porta di un cottage disperso nella neve della campagna londinese è pura fantascienza, fa parte dell'illusione consapevole, della fiaba. Ogni tanto mi merito una fiaba. "The holiday" è certamente una delle mie fiabe preferite.