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sabato 24 dicembre 2011

Buon Natale


E' freddo, piove a dirotto, tira persino vento, minaccia neve eppure va bene lo stesso. A Natale va bene lo stesso, anzi va bene così: impossibile da tollerare un Natale con il sole e il caldo estivo. Fa parte del Natale il piacere di entrare in un negozio e assaporarne il caldo buono, tornare a casa, accendere l'albero, il presepe e le infinite luci e avvolgersi nella coperta dell'Open theatre o nel plaid rosso con i cuori. A Natale si cammina tanto, a volte senza una meta, si entra in un negozio anche solo per vedere quello che c'è, per farsi venire un'idea o scartare un'idea bastonati dal prezzo; oppure si corre verso una meta precisa, facendosi largo tra la folla che si attarda, indecisa e inetta come quasi sempre. C'è la libreria nuova, una vera libreria, dove pare d'essere in un altra città. E se ne esce contenti e sempre con un pacchetto. Poi ci sono i cioccolatini da distribuire, i pacchetti raffazzonati e sbilenchi, i primi regali da scambiare, le ultime idee da conquistare e tanti auguri da regalare a quasi tutti. Si compra, si compra e si compra ancora, ma soprattutto si cerca l'oggetto perfetto, il pensiero ideale che mutui l'affetto, che parli per te.
Dispiace solo che il Natale venga all'inizio delle vacanze di Natale e che in un giorno solo si porti via la festa più bella dell'anno, così d'un botto e ci lasci solo un poco credibile "buon anno" e un misero "buone feste". Comunque, siamo sempre alla vigilia e sarà Natale ancora per venticinque ore e intendo vivermelo fino all'ultimo minuto.

venerdì 9 dicembre 2011

Sprazzi


Lontano dall'ideale, lontano dalla perfezione e con un presepe con le lucine saltate per metà, si esige il miracolo di Natale.
Nella bolla bolognese e per un giorno il prodigio funziona tra luci e alberi, coniglietti paffutelli, buste e bustine, palloncini adesivi, chiacchiere, hamburger e progetti lontani, siderali.
Il primo vero film di Natale e i primi pacchetti sotto l'albero fanno sempre bene.
La richiesta rimane.

domenica 20 marzo 2011

Traslochi


Mi ero data oggi come limite per togliere la bandiera dal terrazzo. Non ce l'ho fatta. Ho tolto l'albero di Natale e il presepe il 6 marzo, non mi si può sottrarre la bandiera dopo appena una settimana. Mi è stato già suggerito di tenerla fino al nuovo albero, cioè fino al 7 novembre o giù di lì. Sono nel Paese sbagliato per poterlo fare: mi prenderebbero subito per nazionalista. In Norvegia, Danimarca, Turchia, negli Stati Uniti, nella campagna inglese sarebbe normale e anche piacevole. Qui siamo giustificati solo per i mondiali (di calcio, ovviamente), quando non la espongo per principio, visto la pazzia annessa all'evento, con tanto di acqua rovesciata da condomini su chiunque (mirando al chiunque, naturalmente).
Insomma, forse domani opererò il trasloco, dal terrazzo al salotto. Di riporre la bandiera non se ne parla.

domenica 9 gennaio 2011

Che si sappia


Con fiera ostinazione continuo ad accendere l'albero di Natale e il presepe.

venerdì 24 dicembre 2010

Una delle migliori



Sopravvissuta al dicembre lavorativo grazie anche alle luci di Natale, in casa e fuori, al pensiero del Natale, ai regali da comprare, al/ai film da guardare il giorno di Natale, da semidormiente mi sono comunque divertita con la prima marcia di Radetzky dal vivo, con l'intero teatro che si spellava le mani. Ho dormito, ho dormito tanto; da sveglia, mi sono concentrata sugli auguri e sugli ultimi regali, l'unica ad apprezzare l'ennesimo implacabile monsone.
Conclusa un'oretta fa la furia prenatalizia, mi godo il divano e Caccia al ladro. Fuori, sotto le mura del castello o del condominio - se proprio vogliamo sottilizzare - un indistinto tutto e tante luci di Natale. Domani, dopo aver dato fondo a tutto il sonno possibile, scambio dei regali, pranzo perfetto, divano ed Elizabethtown.
Natale rimane una delle migliori invenzioni mai concepite dall'umanità.

domenica 14 novembre 2010

The X'mas nazist


Anche il presepe è comparso sul posto d'onore.
Note tecniche: fiocco di neve tornato sul ponticello; poche accennate montagne quest'anno, vista l'alta qualità dei pascoli; in previsione un ampliamento della base per il novembre 2011.

sabato 13 novembre 2010

Pronta al tripudio

Avvistate oggi sul viale Adua le prime luci natalizie spente. Quasi in cima alla via, tecnici in cima alle scale intenti a sistemarne altre: traffico permettendo, mi sarei fermata a fotografarli.

domenica 7 novembre 2010

Con orgoglio



In auto, quando ero piccola, da novembre in poi, mi divertivo a contare gli alberi di Natale. Ancora oggi di riflesso, in auto, conto gli alberi di Natale. L'entusiasmo con cui accoglievo il primo albero addobbato della stagione aveva del preoccupante. L'evoluzione della sindrome mi ha portato a dirigere l'addobbo dell'albero già a novembre. Perché trattenersi? Adoro il Natale, adoro l'albero, adoro le decorazioni natalizie, i film di Natale, le luci per le strade, ecc. ecc. E', dal mio punto di vista, la miglior festa laica mai inventata, un orgoglio dell'Occidente. Natale inizia appena si fa l'albero, quindi basta far addobbare l'albero il prima possibile per dilatare il Natale più a lungo possibile. Il limite di ottobre rimane però, almeno per me.
E, dunque, con orgoglio, con un rinnovato sorriso convinto, oggi 7 novembre ho guardato allestire luci e fili e ho passato decorazioni indicando con professionalità: "Centralissimo, si deve vedere; centrale; laterale; può non essere visto; nascosto; nel vaso".
Buon Natale 2010 a tutti!

martedì 6 aprile 2010

Buone feste

Ieri ha distribuito uova di Pasqua e calze della Befana, domani forse assisterà agli ultimi scambi natalizi. D'altra parte il clima lo consente.

domenica 4 aprile 2010

Cioccolata (calda)

Una Pasqua piuttosto natalizia, tra il freddo, la pioggia e i genitori per la prima volta a casa dopo, forse, quindici anni. E allora mi è sembrato giusto trasformare il pomeriggio pasquale in un tipico pomeriggio natalizio con cioccolata calda nera compatta nella tazza bianca, il plaid tirato sopra le ginocchia rannicchiate e film scelto con cura (visto che tradizionalmente è il mio unico compito durante i giorni di festa): The notebook: successione annunciato con annesso pianto persino del babbo.
Dopo aver preso più treni, aver ammirato esseri superiori volare sul ghiaccio, essersi soffermata qualche giorno nell'isolachenoncè è piacevole anche tornare a casa, stare in casa, lasciarsi completamente prendere, appena si può - visto che ben poco si può -, da Twilight (che pensavo parente stretto di Moccia e invece mi sono ricreduta), da I love radio rock (che non è il mio genere) e dai giovannissimi Colin Firth, Cary Elwes e Rupert Everet di Another country, scovato per caso (ovviamente a Bologna).
Ci vuol poco a placare la mia insofferenza tutto sommato, non pretendo di essere costantemente su un treno o costantemente in terra sacra, a me piace la mia casa dalle pareti colorate, un po' meno la mia città senza nemmeno un Feltrinelli/Ricordi, ma qui sono o tornano tante delle persone che amo e che inspiegabilmente mi vogliono bene, capiscono e non capiscono la mia insofferenza, mi ascoltano, ridono e scuotono la testa.
E' una buona Pasqua persino guidare sotto la pioggia battente con il riscaldamento al massimo, ascoltando All I do is dream of you di Michael Bublé. Insomma, Basta che funzioni e funziona meglio quando e dopo essere riusciti a fuggire un poco.


lunedì 8 marzo 2010

All I want for Christmas is you


Saranno la temperatura e il cielo natalizi, sarà l'istinto umano e alleniano di conservazione che si ostina a scovare qualcosa di interessante anche nelle più grigie giornata, sarà che non sono a caso "The X'mas nazist", ma da qualche giorno ascolto compulsivamente la (per me) colonna sonora di "Love actually", una delle migliori canzoni natalizie. Il film - si sa - è un'altra storia con picchi e fosse, da riguardare comunque almeno una volta l'anno per la scena dei cartelli fuori la porta, per la dolcezza del ragazzino innamorato, per Hugh Grant che balla e, in versione primo ministro, distribuisce auguri porta.

domenica 10 gennaio 2010

Un'altra settimana

Mi concedo ancora una settimana di Natale, perché dovrei privarmene, in fondo? E poi l'ultimo dei regali, gli ultimi Harry Potter, non poteva, non potevano essere scartati senza le luci dell'albero. Prima o poi sarò pronta a dichiarare temporaneamente terminato il Natale, a riporre le decorazioni, ciò naturalmente solo per non rinunciare alla soddisfazione di toglierle di nuovo dagli scatoloni nel prossimo novembre.

venerdì 8 gennaio 2010

8 gennaio, note

Rientrare a casa dopo una giornata piena pigiata compressa, per quanto trascorsa a più riprese sotto l'affascinante (senza ironia) monsone, accendere l'albero e il presepe con grande consapevole soddisfazione, buttarsi sul divano pregustando la meritata dose di Gilmore girls, realizzare che la sorte è pronta a regalarti anche una puntata di Brothers and sisters, rammentarsi che, dalla mattina, nella borsa verde, sepolto sotto fogli, foglietti, libri, compiti c'è un pacchettino con il penultimo regalo di Natale, aprirlo, sorridere al pinguino con la sciarpa, leggere il biglietto, sorridere di nuovo. Gongolare perché Natale non è ancora finito. Annoverare la presente come una buona giornata.

domenica 27 dicembre 2009

Sons of Misteltoe


Un impiego che mi calzerebbe alla perfezione sarebbe consulente sui film e sui telefilm di Natale da tramettere appunto a Natale. Guardo quasi di tutto, anche i film natalizi tedeschi, quelli italiani invece proprio non reggo (i vari Finalmente è Natale con Jerry Scotti o Il mio amico Babbo Natale con Banfi), lenti, poco natalizi, senza battute e senza un'ombra di New York per Natale. Non capisco perché The holiday non venga mai trasmesso in questo periodo: è carino, ha buone battute, è veloce, soprattutto c'è Jude, un'ottima Kate Wislet, c'è Londra e c'è il Natale; mi consolo in ogni caso con una visione in dvd ogni due mesi. Quest'anno impiegabilmente, visto che siamo già passati ai film italiani, non è stato ancora trasmesso Sons of Misteltoe con George Newbern (il Danny-yeti di Rachel in Friends), un classico, non un capolavoro ma un classico con la neve finta che più finta non potrebbe essere nella scena finale. Finirà che lo ordinerò in dvd.
Manca all'appello anche un altro film di cui non conosco nemmeno il titolo (c'è un angelo nel mezzo, ma in metà dei film di Natale c'è un angelo nel titolo), un film con David Conrad, al massimo di metà anni Novanta. Quello poi è quasi perduto. Insomma, i film di Natale dovrebbero essere trasmessi con maggiore scientificità per le matte come me che li passano in rassegna uno per uno e li registrano, quando sono fuori.

venerdì 25 dicembre 2009

A very good Xmas!


Sotto una coperta a quadri a sorseggiare cioccolata calda, guardando Chocolat, riascoltando la storia del gatto mammone. O anche sotto il monsone.

mercoledì 23 dicembre 2009

23-24 Dicembre

Ancora niente lista, se non mentale, dei regali comprati; tutte le buste e i pacchi ammonticchiati intorno all'albero acceso col piede appena rientrata in casa; finalmente la temperatura ideale per camminare e cercare, scovare, dirigersi a colpo sicuro e dispensare "auguri di Buon Natale" ad amici, conoscenti e negozianti; scorgere per terra un grumo nero, ombra della neve che fu, e pestarlo con lo stivale, disintergrarlo con grande soddisfazione. Tutto o quasi rimandato a gennaio. Finalmente sorridere, in auto sotto una meravigliosa pioggia battente, persino in fila, nel traffico prenatalizio. E il 25 esce "Sherlock Holmes".

domenica 15 novembre 2009

Per me


Per me è quasi Natale. Il Natale è uno stato della mente, che ben poco o affatto ha a che fare con la religione, è una gran bella tradizione. Come sosteneva la sempre saggia Ally McBeal: "Natale inizia quando fai l'albero". Direi che è quasi tempo di "farsi" fare l'albero, è quasi Natale. Certo, tornare a casa in compagnia di Robertino (Dowey J.) e dell'albero prescelto è un'altra cosa, ognuno si arrangia come può.

venerdì 9 gennaio 2009

Punti di vista

Le vacanze sono irrimediabilmente terminate, è inconfutabile. La sveglia suona troppo spesso alle 6.10, ma tornare a casa e non trovare in agguato la grammatica è indescrivibile. Insomma, basta stare peggio per un bel po' e la normalità appare interessantissima. Potersi concedere l'ennesimo passaggio di "White Xmas" della ditta Berlin-Crosby-Kaye-Clooney-Ellen (finalmente in originale) sembra una gran cosa, commuoversi per la commozione del generale di fronte alla 151° divisione riunita nel verde e ben poco bianco paesino del Vermont, invece, è storia vecchia. Insomma, continua l'effetto "uscir di pena" causa di enorme diletto. Quindi, non solo l'albero e il presepe ancora ci sono, ma - dal mio punto di vista - mancano appena nove mesi e dieci giorni prima di rifarlo (o meglio farlo rifare).

sabato 27 dicembre 2008

Finalmente

Non ricordavo, non credevo di avere tutta questa energia, soprattutto con la tormenta di vento che sembra avvolgere il condominio e la città, da sempre il freddo mi annulla. Invece, licenziata ammazzata la grammatica, dismesso l'umore grammaticale, non mi sono fermata un attimo (a parte le otto buone benedette ore di sonno giornaliere), perché era ed è bello correre, perché correre, sentire il freddo significa sentirsi vivi, sentire di riprendere a vivere: prima la corsa per i regali, poi il Natale più classico con pranzi, cene, (ottimi) film in cassetta e vecchi video, doverosa prima disinfezione della casa (una delle principali vittime del morbo grammaticale) e poi, a incastro, tutti: chi per telefono, chi per davvero finalmente in carne e ossa, che mi arriva con terza serie di Dawson e un Dawson, anzi un Pacey da condividere è sempre un regalo nel regalo. E poi ancora lo scambio regali dei piccoli e delle (grandi) amiche con il mio presepe sempre apprezzato e la mia piccola a quattro zampe, che sfodera per l'occasione "il suo sguardo malefico" e persino una super soffiata in piena regola. Solo la Nina e la sua mamma mancano e dispiace, dispiace proprio, perché l'incastro non permette altra opportunità a breve. Sarà per questa ritrovata energia che stavolta stranamente - almeno per me - aspetto il nuovo anno con l'entusiasmo del venditore di almanacchi leopardiano. Voglio un anno povero di grammatica, ricco di persone, di persone che valgono, ricco di tempo da poter dedicare alle persone che valgono, ricco di viaggi, di valigie e valigine dove riporre le mie nuove ciabattine da viaggio a righe rosse e bianche con i calzini grigi e rossi e i cuoricini antiscivolo. Ricco di sorrisi, ricco di vita.

giovedì 25 dicembre 2008

BUON NATALE


Buon Natale alle piccole grandi persone, che mi hanno scritto e che si ricondano come io mi ricorderò sempre di loro. Mi mancate tanto! E buon Natale anche a tutti coloro che in questo luuuuungo anno hanno tollerato le mie intemperanze, hanno atteso pazienti, hanno sofferto al mio fianco, mi hanno voluto bene e anche alla piccola a quattro zampe.