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martedì 8 dicembre 2009

Risvegli



Non sono mai stata un amante dell'alba, soprattutto dell'alba sui vivai, talvolta però alzarsi alle 4.30 può mettere di buon umore. Devi poter trovare sul tavolo della cucina i coriandoli per la tua festa di compleanno, la torta Barozzi per la merenda e un albero di Natale, buttarti su un treno che buca le montagne e la notte, arrivare in una stazione dove hanno la lavastoviglie rotta e ti servono il cappuccino nella plastica, regalarti l'alba striata con i fili della tensione.

mercoledì 18 novembre 2009

Rose gialle e torte-casa


Il bilancio è molto positivo, con quel 20%, che amerei colmare, e un'emigrazione, che per adesso rimane un miraggio (però mi sto attrezzando). In ogni caso non è da tutti ricevere rose gialle in boccio, una "torta-casa" via blog e una festa a sorpresa virtuale. Grazie, ai "Giovani", alla piccola Nina e grazie anche alla sua mamma.

venerdì 13 novembre 2009

J and R

Scocciata e seccata, ritrovo un senso e un significato, mi riconcilio col mondo gustandomi il trailer di Sherlock Holmes con Jude e Robertino (grazie alla segnalazione di Gaia e di altre illuminate e caritatevoli blogger).

lunedì 9 novembre 2009

9 novembre




Nel tardo pomeriggio del 9 novembre 1989 ero sull'autobus, fermo in fila in via della Costituzione, mentre la radio, prontamente o casualmente accesa dal conducente, mandava in onda un'edizione straordinaria su una conferenza stampa a Berlino e su assembramenti di persone intorno ai valichi del famoso muro. Lì per lì non ho capito, non ho colto. Pensavo a qualche rivolta destinata ad una rapida e sanguinosa repressione. Fequentavo sempre le superiori e avevo ancora ben stampato nella mente l'immagine dello studente in piazza Tienanmen in piedi da solo, di fronte al carro armato. Era successo solo cinque mesi prima. Certo, sapevo di Gorbaciov, della Glasnost, della perestroika, ma ero piccola e incline a prendere in considerazione sempre l'ipotesi peggiore. Invece, vista l'apertura del confine con l'Ungheria e il successivo esodo di tedeschi dalla DDR già da settembre, il muro era praticamente inutile. Tanto valeva permettere il transito - avevano deciso le autorità della DDR-; tanto valeva salirci sopra, attraversarlo, scalfirlo, schernirlo, esorcizzarlo, abbatterlo - hanno deciso i berlinesi.
In cinquanta-sessant'anni Berlino è stata distrutta due volte e ora è una delle città più coinvolgenti e affascinanti che abbia mai visto, dove - ovunque ti giri - c'è sempre una coppia che si scambia un bacio. Puoi camminare nella storia e vivere il presente a Potsdamer Platz, dove nel 1924 fu installato il primo semaforo, durante la guerra i bombardamenti lasciarono solo macerie, nel dopoguerra venne casualmente a passare il punto di congiunzione tra settore inglese, americano e sovietico, dove da una piattaforma panoramica i turisti da ovest sbirciavano la povertà dell'Est e dove ora puoi gustarti un mokafrappuccino sotto la cupola del Sony Center, firmata Renzo Piano.
La storia è anche questo. La rivincita dell'intelligenza e della libertà sull'oppressione e sull'idiozia. Peccato ci siano voluti così tanti anni e così tanti morti.

sabato 31 ottobre 2009

Jude e Londra / Londra e Jude



Chiariamo subito che per questa perla devo, dobbiamo ringraziare Gaia . I tempi mi suggeriscono di godermi il reale con i piedi per terra, ben arpionata alle mie ancore di salvataggio virtuali, giusto giusto per tenere la situazione sotto controllo ed evitare discese agli inferi necessarie ma anche parecchio dolorose. E Jude rimane una gran bell'ancora virtuale, una di quelle ancore per cui il caro vecchio Woody sosteneva che si può e si deve vivere. Oltretutto qui hanno pensato bene di associarmi Jude a Londra, che per me, visto la fortunosa visione dell'Amleto, quest'estate rimarranno indissolubimente legati a vita.
Per chi potrebbe pensare (troppo) male, ricordo convintamente che Jude è anche un ottimo attore. Non lo si può giudicare solo dal suo aspetto.

domenica 11 ottobre 2009

St. Pancras


Salendo le scale della stazione londinese di S. Pancras si accede ad una zona stranamente tranquilla e silenziosa, dove pochi viaggiatori cercano di rintracciare i pochi treni che partoni da là sopra, sotto le balaustre una delle stazioni più vive, più luminose e più belle al mondo. Nel silenzio di questo primo piano dimenticato, dal nulla mi è comparsa un'enorme scultura, alta una ventina di metri: un uomo ed una donna in abiti contemporanei che si abbracciano e si guardano innamorati. Mai ho visto cogliere il senso e il significato di una stazione come in questo caso. Il bello delle stazioni è il via vai delle persone con le loro piccole, medie grandi borse, borsone, valigie; i treni che partono (certo, quando partono), che arrivano; gli annunci, i tabelloni; le mille storie che si incrociano; i treni a lunga percorrenza su cui vorresti saltare all'istante; i passeggeri e coloro che accompagnano i passeggeri; quelli che attendono l'arrivo di un amico, di un figlio, di una madre, di un amante e sono lì almeno da un'ora, per essere certi di esserci, di trovare parcheggio, di arrivare in tempo; quelli che hanno corso tutto il giorno o sono stati chiusi in ufficio per tutto il giorno, bramano un posto a sedere e sperano in un ritardo almeno contenuto e soprattutto gli innamorati che si salutano, soli al mondo in mezzo al caos del mondo.

mercoledì 23 settembre 2009

Incontri



Visti gli incontri inconsueti di Gaia sulle montagne più impervie dell'Appennino Tosco-emiliano, dove tutti i giorni le si parano davanti fagiani, cerbiatti, oche e quant'altro, mi è tornato in mente l'incontro con questo strano bipede su un marciapiede di Londra. Chi fosse non lo so, era su un marciapiede dalle parti di Smithfield e si faceva i fatti suoi tranquillo e pacifico, ben lontano dai meravigliosi parchi londinesi. All'inizio mi sono fermata tra lo stupito e il divertito, lo stesso ha fatto un tizio che procedeva in direzione contraria, poi abbiamo sorriso entrambi proseguendo per la nostra strada. Il bipede pennuto ha continuato serafico nella sua andatura ondeggiante. Insomma, se proprio si ama così tanto la natura, volendo a Londra c'è anche quella e se ne cammina silenziosa, tranquilla e innocua su un marciapiede del centro.

domenica 14 settembre 2008

Ovunque


Adoro inviare e ricevere messaggi, mail, lettere e cartoline; quando sento la vibrazione o il suono del cellulare, quando leggo: "1 nuovo", tranne che in casi eccezionali, mi agito - in senso positivo s'intende. Mi agito e mi precipito a leggere. E rispondo celermente, se posso, perché Qualcuno mi ha pensato, qualcuno vuole comunicare a me quella particolare cosa. Quando poi, con estrema lentezza dal mio punto di vista, compare il nome del mittente e scopro che il giorno prima di una grande meravigliosa avventura quella persona ha pensato a me, sorrido, mentre mi scende una lacrima. Poi apro il messaggio, lo scorro, lo leggo: è lungo ed è meraviglioso. Allora piango davvero, di felicità, di orgoglio. Piango perché avevo pensato di spedire io stessa un messaggio domani mattina, ma io non sono alla vigilia una nuova parte della vita. Quella piccola grande persona nel suo messaggio non dimentica di farsi portavoce dei sentimenti delle altre piccole grandi persone che con me hanno condiviso parte della loro vita, alle quali ho dato tanto e che mi hanno dato tanto.

Ovunque voi siate, piccole grandi persone, in bocca al lupo per la vostra nuova straordinaria avventura. Continuate a mettere l'anima in tutto ciò che fate e a sostenervi a vicenda; lo sapete fare, anzi vi viene naturale. Sono orgogliosa di tutti voi, siete e rimarrete nel mio cuore.

sabato 26 luglio 2008

La magia del cinema

Non ricordo, e la mia mamma non credo ricordi, la prima volta in cui sono entrata in un cinema. Per la verità non gliel'ho mai chiesto e, vista la sua memoria inossidabile, potrebbe contraddirmi; comunque non ne abbiamo mai parlato, probabilmente non è un episodio che l'ha colpita. Vagamente visualizzo me stessa intorno ai quattro-cinque anni, forse meno, seduta in una poltroncina del cinema Roma, a meno di cento metri dal portone di casa mia. Forse era il giorno di Befana, perché il cinema era pieno di bambini e proiettavano un classico Disney. Chissà quale sarà stato. Ricordo però perfettamente che mi avevano portato al cinema perché mi faceva male un orecchio e piangevo e mi lamentavo continuamente. Ricordo che dimenticai completamente il dolore durante la proiezione, per tornare a lagnarmene durante l'intervallo. Piccola e devastata dal mio mal d'orecchio certo non ero in grado di comprendere che il cinema sarebbe diventato una delle mie passioni. Di fatto, in quel pomeriggio il signor Disney e i suoi collaboratori furono gli unici in grado di far scomparire il mio mal d'orecchio. D'altra parte, come giustamente Woody Allen in versione Mickey sostiene in Hanna e le sue sorelle: non si può pensare al suicidio dal momento che c'è sempre un film che vale la pena di guardare (o di riguardare).
Ieri sera ho visto la magia del cinema negli occhi delle gemelle: un po' di sgomento di fronte al prato pullulante di sedie con quell'enorme telo e poi la meraviglia, il rapimento per questa cosa nuova e inattesa e inimmaginabile e straordinaria non appena Ratatouille è iniziato.
Hanno giustamente commentato a bassa voce qualche scena, hanno apprezzato il gelato dell'intervallo, si sono rilassate in braccio a me e alla loro mamma. Hanno sentito l'impulso prima dell'inizio del secondo tempo di affermare ridendo: "Evviva il cinema!"
Insomma un successone, la magia del cinema che si rinnova.
E' stato bello esserci.