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lunedì 22 dicembre 2008

FINE


E la luce fu. Finalmente. Dopo un anno e dieci mesi tra pianti e costante sensazione di tangibile incapacità, ce l'abbiamo fatta. Erano più 1000 pagine, più di 1000, per non parlare delle soluzioni, utilissime sembra. E l'abbiam fatte, grazie anche all'aiuto e al sostegno di coloro che hanno tollerato i nostri umor neri, coloro che hanno cucinato, stirato, pulito, confortato, cercato, suggerito, sostenuto in ogni modo. E ne siamo uscite. Le bozze non sono dodici ore al pc, le bozze non te le devi stillare dalla testa. Le bozze non ti fanno sentire scema o incapace perché non riesci ad essere più veloce o a rallentare il tempo. E' finita. Per lo meno è finita la parte che fa male, la parte che ti dimostrava ogni secondo che non era proprio una cosa per te, ma almeno una spanna sopra di te. Solo Lei è riusciva a contrastarla e sovrastarla.
Festeggeremo come si deve, ancora non so come né quando ma festeggeremo. E il Natale è salvo. Stanotte si dorme. E anche nei giorni a venire. Il più bel regalo di Natale che potessimo farci.

domenica 21 dicembre 2008

domenica 19 ottobre 2008

Avanti un altro

Mi sento la verghiana fiumana del progresso. Sento di far parte dei "fiacchi" che si "lasciano sorpassare dall'onda".

giovedì 9 ottobre 2008

Dopo un invio

Dopo un nuovo sudato invio a Torino, per piccolo o grande che sia, mi merito - porca miseria - mi merito di ripassare da queste parti. Solo che non ho parole, arrivata a quest'ora proprio non ho parole o energie residue. E allora uso le parole di altri, parole che mi sono capitate per puro caso tra le mani oggi, parole che stasera fanno proprio al caso mio.

Allegria di naufragi

E subito riprende
il viaggio
come
dopo il naufragio
un superstiste
lupo di mare

mercoledì 1 ottobre 2008

karma e stercolai

Una sola certezza: per adesso sta vincendo Lei.
A questo punto sarei quasi tentata di credere alla storia del karma oppure, più probabilmente, il karma da stercolaio è condizione di parecchi. Gli altri hanno solo ferie più lunghe e si trovano bene nel ruolo.

martedì 30 settembre 2008

Buonanotte

Buonanotte davvero.
Buonanotte a Torino, buonanotte alla grammatica, ai latinismi, a tuuuutti i secoli della storia della lingua italiana, ai dialetti e alle minoranze linguistiche, ai laboratori e persino ai ciabattini.
Siamo sopravvissute anche stavolta.
Ne ho certezza: le dita vivono ormai di vita propria e scrivono ciò che vogliono, il collo è dolorosamente attaccato alla testa.
Buonanotte.
Buonanotte davvero e finalmente.

domenica 7 settembre 2008

Non si può mai sapere

Mai avrei creduto che Screenhunter mi sarebbe risultato utile un sabato sera con il ventilatore acceso e il prendisole giallo. Si va per tentativi nell'informatica come nella vita: sei un'ignorante in materia, hai bisogno che un testo con immagini diventi immagine essa stessa e non sai come fare. Le tenti tutte fino a Screenhunter, ricevuto per caso tre anni e mezzo fa e mai utilizzato; Screenhunter, che ti cattura tutto ciò che evidenzi, indiscriminatamente. Il resto è semplice: apri con paint e salvi un file .jpg.
Circa due settimane fa verso le dieci sembrava impossibile ricaricare il cellulare in una miniminicamera d'albergo con prese all'inglese e il tuo adattatore che non funziona. Ti ripeti che non c'è soluzione, il cellulare è destinato a morire (temporaneamente). Sei una pessiminista, ma anche una che non molla, quindi passi in ricognizione ogni connessione elettrica della stanza fino a trovare una fortuita presa compatibile in bagno (e decidi che la notizia è talmente buona da dover essere condivisa con la tua amica che dorme in una camera dall'altro lato della strada. Con questo fine, puoi anche scendere in strada con i pantaloni del pigiama gialli con i fiori, i pantaloni del pigiama "americano", che adori per più motivi).
Insomma alla fin fine, certo, il pessimismo, o meglio il realismo, rimane e deve rimanere, ma altrettanto logicamente non si può mai sapere ciò che ci aspetta. In mezzo a tanto da buttare qualcosa di buono può venir fuori.

giovedì 28 agosto 2008

Intervalli


Atterrata.
In tutti i sensi.
Come mi fece notare un saggio qualche tempo fa: non atterrare sarebbe stato peggio.

Senza dubbio.

Eppure la planata non è mai indolore. Almeno per me.

Ancor più di altre volte mi sembra di tornare ad una vita che mi appartiene meno di quella ho lasciato laggiù (o lassù). Certo, la casa è più grande del “loculo”, in bagno c’è la vasca, la micia ha fatto le fusa per un minuto e mezzo ed è rimasta in braccio per almeno tre minuti. Domani mi concederò telefonate degne di chiamarsi tali, posso navigare, sono circondata dagli affetti, eppure per adesso, stasera mi sento mancante di una parte di me stessa. Non si può avere tutto e ciò che ho è moltissimo, persino troppo: della grammatica farei volentieri a meno. E, certamente, la forca grammaticale che mi attende da domani incide non poco sull’umor nero di stasera, ma appena ieri sera potevo concedermi una meraviglia di spettacolo nel West End. Ora un bagno in una vasca. Questo rimane.
Non vedo l’ora di ripartire, per riprendere da dove ho lasciato.

giovedì 21 agosto 2008

mercoledì 20 agosto 2008

La fiera dell'assurdo (Let's go NY Mets!)

La vita è assurda - per quanto interessante
- ben più di quanto l'immaginazione umana possa concepire e inventare.
Infatti, ci si può costruire una cultura sulle regole di gioco del baseball, mentre si scrive una grammatica.

sabato 16 agosto 2008

Squarci notturni

La noia, l'obbligata immobilità, le gare di lancio del peso e della partenza della 20 km a Pechino in tv suggeriscono di affacciarsi in terrazzo a scrutare le nuvole. Il bisogno di camminare per più di due metri impone di arrivare fino nello studio, prendere la macchina fotografica e cercare di immortalare l'apprezzabile luna che irrompe luminosa tra la nuvolaglia grigia.

mercoledì 13 agosto 2008

Tra

Tra una frase e l'altra, tra versi, slogan e stralci di canzoni (quasi sempre senza verbo portante, accidenti!), cerco sterline e mi nutro pressoché soltanto di gelato, di fette di pane con burro e marmellata di lamponi e delle dirette olimpiche notturne. Andar per banche senza l'ormai divisa ufficiale del prendisole giallo e piluccare versioni di latino è stato divertente e ricreante. Segni di chiaro incontenibile squilibrio di origine grammaticale? Probabilmente sì, ma sono sopravissuta a congiunture peggiori. E poi basta uno sguardo alla nuvoletta con pioggia scrosciante nell'angolo dello schermo o alla valigia aperta in camera per presagire e sorridere e scrivere. Ancora.

sabato 9 agosto 2008

Una buona sera, perfetta per guidare, ascoltare, abbracciare, chiacchierare e scriversi sms dal terrazzino

L'ora d'aria che mi sono autoconcessa dal carcere grammaticale mi ha riconsegnato alla vita e mi ha anche ricordato che forse ho le energie per godermela. D'altra parte essere riuscite a venire a capo di 80 pagine deve rendere più leggeri, per quanto non abbia ben chiaro come sbarcare e sopravvivere alla unità e alle unita successive. Vedremo anche stavolta se sarà la grammatica ad essere domata, a trasformarsi in qualcosa di definito e leggibile o sarò io a stramazzare a terra. Nei giorni scorsi non sono stramazzata, ma trascinata sì: dallo studio al letto al divano con pc appoggiato sulla gambe e ventola quasi sempre disperatamente in funzione. Andava meglio soltanto con il ventilatore acceso e puntato appunto direttamente sul pc. Uno dei pochi conforti era la certezza che cento km più a nord Qualcuno vegliava su quelle stesse stupide frasi e consegne e avrebbe vigilato sulle mie eventuali cazzate scappate alla tastiera in notturno. Come sempre, mi basta poco per tornare a sorridere e rinascere dalle ceneri, alla fin fine è estate, è caldo, tra colazione pranzo cena potrò riguardarmi decentemente la cerimonia d'apertura dei giochi olimpici e tornare a piangere, mi merito il primo gelato Monterosa post-Berlino, mi fa piacere portarlo ad amici, mi fa piacere di guidare e guidare ascoltando It's so easy, Heartbeat, Early in the morning, Everyday di Buddy Holly, che volevo da più di un decennio e che si imbattuto in me per caso alla cassa di uno dei tre Starbucks di Berlino. E fra due settimane parto per la mia città. Posso sorridere. Almeno stasera.

giovedì 24 luglio 2008

Di tre in tre


Ritorni con agguati grammaticali (preannunciati, rimozione a parte).
Al triduo bolognese deve far seguito un triduo grammaticale.
Il cerchietto in pennarello rosso sulla cartina berlinese posto a conforto, bene in vista nel caos di libri e fogli.
La certezza di aver sbagliato nel privarsi del citynotebook della Moleskine.

lunedì 30 giugno 2008

Aria

Incredibile ma vero, il caldo sta sopraffacendo anche me. Ciò significa che i comuni mortali qua intorno boccheggiano. Non sarebbe nemmeno un problema, se non possedessi che un umile portatile i cui tasti rimangono incandescenti anche di notte. L'idea era di darsi al tennis e non alla sauna, dunque, vista la prospettiva delle due settimane grammaticali prima della ventata d'aria pura di Perugia, mi sono attrezzata. Ho preso la macchina - e sottolineo -, ho preso la macchina in orario in cui soltanto mani d'amianto come le mie possono sfidare i 35° gradi esterni e mi sono procurata l'indispensabile ventilatore a piantana, nonché il "caffè-latte" freddo svizzero, quanto di più vicino in Italia al mokafrappuccino di Starbucks senza la panna (il che aiuta a capire quanto mi manchi Starbucks, perché un mokafrappuccino senza la panna non è di fatto un mokafrappuccino). Giunta a casa ho tentato invano di montare il nuovo acquisto, arrendendomi alla quarta vite. La meccanica mi è oscura, c'è poco da fare; tre ore più tardi le consuete mani caritatevoli in meno di quarto d'ora hanno montato il ventilatore anche senza due viti che, ovviamente, avevo già provveduto a perdere. E ora, sempre più Carrie ma orfana di New York, credo di poter affrontare le incandescenti notti grammaticali.
Per una volta mi percepisco ottimista. Per quanto più lento di una tartaruga, il tempo è trascorso e finalmente sono le 20.52 del 30 giugno. Il ventilatore smuove l'aria, attenua il caldo e rende più lievi i pensieri. Gran cosa è la tecnologia!

venerdì 6 giugno 2008

Dal taccuino dei ricordi

"Foscolo è fissato con l'idea della morte, infatti, oltre ai Sepolcri, ha scritto anche il sonetto Alla sera, sempre sulla morte."
"Foscolo i suoi versi li gestisce come vuole, l'importante è che aderiscano al sentimento che vuole esprimere".
"Ungaretti sperava che queste sue fantastiche poesie portassero a un ripensamento da parte delle grandi potenze entrate di guerra, ma, da come è finita, si può pensare che non ce l'abbia fatta e non che non abbia raggiunto il suo scopo".
[Su L'infinito]: "Questa per me non è una poesia molto brutta, perché qui stranamente Leopardi non è molto drammatico, anzi forse per lui questa è una poesia molto allegra".

Stringete, stringiamo i denti! Il traguardo è vicino. E i ricordi saranno indelebili (soprattutto le espressioni di tutti di fronte ad ogni citazione, passaggio, riferimento a "T'amo, o pio bove").

sabato 31 maggio 2008

gIADINA

Stanca assonnata stravolta e piuttosto annoiata sono sempre qui a montare il giornalino. Poi verso le undici e mezzo mi avvicino, con la deferenza necessaria, a Le pagine di Giada: " Ciò che vedo lo vedo perché voglio vederlo. La verità, la realtà è in ognuno di noi, quindi non c’è peggior cieco di colui che non vede con il cuore." "La vita è un equilibrio squilibrato apparentemente senza senso al quale ognuno di noi tenta di dare una ragione." E allora anche trovarsi di fronte al pc, con la ventola impazzita, a mezzanotte e passa assume un senso e un significato. Leggere le parole della gIADINA, ammirarne la profondità di pensiero, i sentimenti, la passione irrinunciabile per i sogni risolleva il morale. C'è chi a quattordici anni è in grado di guardarsi dentro, leggersi, controleggersi e vivere; c'è chi, adulto già da parecchio, la luce di una gIADINA non la emanerà mai.
Poche sono le gIADINE, molti sono i pianeti che, in quanto tali, non emanano luce propria. Di questo bisogna farsene una ragione. Ma bisogna anche rammentarsi più spesso che esistono anche le gIADINE.
Nonché le aLiNe, sia chiaro.

giovedì 29 maggio 2008

Pagine

Pagina 2 (ma la copertina è conclusa e già "stampata").
Anche la materia, d'altra parte, rivendica i suoi diritti.