Visualizzazione post con etichetta Natura matrigna. Mostra tutti i post
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lunedì 11 novembre 2013
Cresce
Niente di comparabile col tifone nel Sud Est Asiatico, che già mi pareva sufficiente, ma cresce spontanea l'ostilità verso la Natura Matrigna che si diverte, con le sue simpatiche folate di vento, a farmi saltare ogni due-tre minuti la finale del Masters. E il peggio è che, appunto come l'Islandese ci insegna, nemmeno c'è volontarietà. Lei non se ne avvede e io non vedo. Accidenti.
martedì 21 agosto 2012
Lisce o a costine purché colorate
lunedì 21 maggio 2012
Silenzio
Stanotte si dorme. Eventualmente posso sognare le oscillazioni, Natura matrigna bastarda. Non si cede alla strategia della tensione, soprattutto a quella orchestrata dalla Natura.
L'altra ancora non la comprendo.
domenica 20 maggio 2012
Evoluzioni
Insonnia da terremoto.
Ad otto anni e mezzo ricordo un boato atroce, come un tir lanciato a tutta velocità sotto casa, solo che sotto casa mia non passavano tir e il boato era persistente e inquietante, poi gli sportelli della cucina bianca che sbattono come impazziti, il babbo che mi trascina giù per le scale, io che urlo piangendo: "Nonna, nonna!", perché lei si attarda in un'altra stanza e torna ridendo, la mamma che si precipita a prendere le chiavi. In strada tutti, io con la tuta e con le scarpe della comunione, una allacciata e l'altra no; infine la telefonata allo zio di campagna al telefono pubblico a gettoni del bar di fronte alla chiesa. A raccontarlo pare un film in bianco e nero, invece il mio ricordo è a colori con le macchie bianche inquietanti degli sportelli della cucina e delle scarpe. E qui si chiude il ricordo e inizia l'ossessione per i terremoti, quasi comica dall'esterno. Con gli anni ho imparato a sdrammatizzare tranne che nei sogni, dove spesso mi non riesco a catturare la gatta spaventata dalla scossa, oppure la catturo e mi scappa per le scale o in strada.
Nella realtà, una volta ero talmente stanca che, percepita la scossa (leggera) nel dormiveglia, ho distintamente pensato: "La prima scossa è quasi sempre la più pericolosa" e non mi sono mossa. Stavolta mi sono svegliata, ho capito distintamente che di terromoto si trattava e ho pensato: "[Imprecazione!], ora mi suona l'allarme!". Ho acceso la luce, spento l'allarme e inviato messaggi a chi è lontano e mi preme.
Una volta accertato che almeno lì tutti stanno bene, dove è stato l'epicentro, dove l'ipocentro, ecc. ecc., trovo un tempo che non avevo, un'alba con la pioggia e gli uccellini riuniti a concerto. Lasciarsi ossessionare non salva la vita, né la rende migliore.
Quando la mala suerte non si accanisce, le ossessioni si assottigliano, ma non fanno comunque dormire. E pare che più in là si sia stati molto meno fortunati, perché la Natura è matrigna davvero - come sosteneva Giacomo - e l'umanità a volte non è da meno.
giovedì 9 febbraio 2012
Sottintesi
Dopo una settimana finalmente ho recuperato parabola e segnale. Peccato da domani rinevichi con tanto di blizzard.
Detestabile Natura matrigna.
Il turpiloquio è sotteso.
Detestabile Natura matrigna.
Il turpiloquio è sotteso.
giovedì 16 dicembre 2010
Pronta

Attendo armata fino ai denti l'arrivo della neve. Così asseriscono convinti il Consorzio Lamma (da cui ho preso l'elaborazione grafica) e tutte le altre previsioni. Niente di nuovo e niente di personale: in una città civile dove la metro sotto casa mi porta comunque a lavoro che piova, che nevichi o altro, potrei anche apprezzare la poesia della pioggia bianca ghiacciata che copre le brutture e attutisce i rumori. In una città dove mi hanno anche soppresso l'autobus diretto fino al mio luogo di lavoro, per cui si predeve una romantica fresca passeggiata accompagnata da imprecazioni a profusione; in una città dove non provvederanno a pulire la strada e i marciapiedi del mio quartiere, sono già stizzita ancora prima di avvistare il primo fiocco.
Comunque, inutile lamentarsi e basta: l'orario del bus è stato controllato, l'auto è già in garage, i doposci alla porta con l'alternativa dei normali stivali (nel caso il funesto evento si verifichi più tardi delle 6.45 di domani), la sveglia è già posizionata sulle 6.00.
Sono pronta a sfidare la neve, la Natura matrigna e la città imbelle.
mercoledì 14 luglio 2010
Inno
Dove e' troppo caldo e non si respira, dove tira e vento ed e' troppo freddo. Insomma, inno alla scienza: aria condizionata e caloriferi a contenere le imperfezioni della Natura.
martedì 25 maggio 2010
Nemiche/amiche pubbliche
Gerardo Greco, che mi fa sempre piacere ascoltare perché, quando compare, significa nuove da New York, mi racconta che anni fa Rudy Giuliani aveva bandito le api dalla grande mela. Un sentimento che d'istinto tendo a condividere da quando uno sciame scelse di abitare nella cassone della tapparella del mio bagno. Il vetro sembrava un alveare vero e proprio con un ronzio devastante, terrificante che mi causava conati di vomito immediati. Seguirono chiamate ai vigili del fuoco, che giunsero con la macchina fotografica; le telefonate a tutti gli apicoltori della città, che si rifiutarono di rimuoverle, visto l'arduo compito e il rischio che qualche feroce piccola necessaria bestiola col puntiglione, irritata, si vendicasse sulla pelle di qualche condomino; infine, l'azione risolutiva della disinfestazione del Comune, dietro pagamento di 40 euro ed annesso esilio con micia al seguito, in attesa che la chimica utilizzata svanisse.
Insomma, per quanto sia cresciuta con l'ape Maia e il suo amico Billy, tendo a diffidare di qualunque cosa voli e sia fornito di pungiglione, soprattutto se specie protetta.
"Se le api scompaiono, in quattro anni scompare anche l'uomo" - aggiunge Gerardo, citando addittura Einsten. E allora, con buona pace di Einstein, le api sono state riamesse a New York negli ultimi anni. Come sempre, però, in quella città si trova la collocazione giusta per ogni cosa e, quindi, le necessarie bestiole tigrate vivono e prosperano sui tetti dei grattacieli.
Bene, in caso di mio soggiorno a New York, eviterò di frequentare i tetti troppo affollati di insetti tigrati.
Insomma, per quanto sia cresciuta con l'ape Maia e il suo amico Billy, tendo a diffidare di qualunque cosa voli e sia fornito di pungiglione, soprattutto se specie protetta.
"Se le api scompaiono, in quattro anni scompare anche l'uomo" - aggiunge Gerardo, citando addittura Einsten. E allora, con buona pace di Einstein, le api sono state riamesse a New York negli ultimi anni. Come sempre, però, in quella città si trova la collocazione giusta per ogni cosa e, quindi, le necessarie bestiole tigrate vivono e prosperano sui tetti dei grattacieli.
Bene, in caso di mio soggiorno a New York, eviterò di frequentare i tetti troppo affollati di insetti tigrati.
domenica 18 aprile 2010
Eyjafjallajokull ovvero il grande Giacomo ha sempre ragione
"A queste piagge
Venga colui che d'esaltar con lode
Il nostro stato ha in uso, e vegga quanto
E' il gener nostro in cura
All'amante natura. E la possanza
Qui con giusta misura
Anco estimar potrà dell'uman seme,
Cui la dura nutrice, ov'ei men teme,
Con lieve moto in un momento annulla
In parte, e può con moti
Poco men lievi ancor subitamente
Annichilare in tutto.
La ginestra, o fiore del deserto
Stavolta, per adesso per lo meno,la Natura matrigna non ha mostrato il suo lato peggiore, ha solo lasciato e lascerà a terra milioni di persone. Da qui a brevissimo tempo nemmeno mi devo muovere, per quanto sia già preoccupata per il 2 maggio. Vivo l'avanzare della coltre matrigna e maligna come un impedimento illegittimo alla libertà personale degli esseri viventi, gli umani in particolare. Come sempre ha ragione il grande Giacomo, che ne sapeva una più del diavolo: la Natura è matrigna comunque e dovunque, come e dove capita. All'Islandese - e ben si vede anche adesso che Giacomo non avesse scelto un'etnia a caso - che chiede alla Natura perché si accanisca con tale impegno verso le sue stesse creature, essa rispode maleficamente serena:
"Quando io vi offendo in qualunque modo e con qual si sia mezzo, io non me n'avveggo, se non rarissime volte: come, ordinariamente, se io vi diletto o vi benefico, io non lo so; e non ho fatto, come credete voi, quelle tali cose, o non fo quelle tali azioni, per dilettarvi o giovarvi. E finalmente, se anche mi avvenisse di estinguere tutta la vostra specie, io non me ne avvedrei."
Così è. Punto. E non mi si parli del fascino introverso e terribile della Natura. Viva la scienza e la tecnica che cercano, per quanto possono, di correggere le imperfezioni e limitare i danni della Natura.
Venga colui che d'esaltar con lode
Il nostro stato ha in uso, e vegga quanto
E' il gener nostro in cura
All'amante natura. E la possanza
Qui con giusta misura
Anco estimar potrà dell'uman seme,
Cui la dura nutrice, ov'ei men teme,
Con lieve moto in un momento annulla
In parte, e può con moti
Poco men lievi ancor subitamente
Annichilare in tutto.
La ginestra, o fiore del deserto
Stavolta, per adesso per lo meno,la Natura matrigna non ha mostrato il suo lato peggiore, ha solo lasciato e lascerà a terra milioni di persone. Da qui a brevissimo tempo nemmeno mi devo muovere, per quanto sia già preoccupata per il 2 maggio. Vivo l'avanzare della coltre matrigna e maligna come un impedimento illegittimo alla libertà personale degli esseri viventi, gli umani in particolare. Come sempre ha ragione il grande Giacomo, che ne sapeva una più del diavolo: la Natura è matrigna comunque e dovunque, come e dove capita. All'Islandese - e ben si vede anche adesso che Giacomo non avesse scelto un'etnia a caso - che chiede alla Natura perché si accanisca con tale impegno verso le sue stesse creature, essa rispode maleficamente serena:
"Quando io vi offendo in qualunque modo e con qual si sia mezzo, io non me n'avveggo, se non rarissime volte: come, ordinariamente, se io vi diletto o vi benefico, io non lo so; e non ho fatto, come credete voi, quelle tali cose, o non fo quelle tali azioni, per dilettarvi o giovarvi. E finalmente, se anche mi avvenisse di estinguere tutta la vostra specie, io non me ne avvedrei."
Così è. Punto. E non mi si parli del fascino introverso e terribile della Natura. Viva la scienza e la tecnica che cercano, per quanto possono, di correggere le imperfezioni e limitare i danni della Natura.
giovedì 11 marzo 2010
Imperfezioni
Freddo, gelo, vento (con conseguente veglia eolica causa avvolgibili impazziti), neve, nevischio, ghiaccio, treni, auto, autostrade, aeroporti bloccati. Continua a sfuggirmi il fascino della Natura (matrigna). Al contrario ne colgo perfettamente i limiti.
lunedì 8 marzo 2010
Un se ne pò più
Stento a crederlo: da domani pomeriggio rieccoci con l'allerta meteo. Un se ne pò più! Io un ne posso più! Ha ragione Vale: il buco nell'ozono deve far riscontro.
lunedì 21 dicembre 2009
Bollettino di guerra
Ore 10.09: le ultime nuove dal fronte freddo.
http://tvltvlibera.blogspot.com/2009/12/ancora-neve-e-gravi-problemi-alla.html.
http://tvltvlibera.blogspot.com/2009/12/pistoia-strade-in-tilt-e-inviti-alla.html
Io, barricata in casa, attendo il disgelo, contando i viveri.
E magari è anche quasi Natale. E avrebbe fatto piacere poter uscire per comprare gli ultimi regali.
http://tvltvlibera.blogspot.com/2009/12/ancora-neve-e-gravi-problemi-alla.html.
http://tvltvlibera.blogspot.com/2009/12/pistoia-strade-in-tilt-e-inviti-alla.html
Io, barricata in casa, attendo il disgelo, contando i viveri.
E magari è anche quasi Natale. E avrebbe fatto piacere poter uscire per comprare gli ultimi regali.
sabato 19 dicembre 2009
Cronaca di un decesso annunciato
Di solito Pistoia è una piccola sonnolenta città. Stasera sembra morta, uccisa dalla neve e dal ghiaccio. C'è un silenzio di tomba nelle strade. Poi, all'improvviso, dal nulla si avverte un rumore sinistro e grottesco, come di un carro armato: è l'auto di un sopravvissuto. Bella la neve, eh?
Vivere il momento
Notte: buio, luce innaturale, fruscii strani, il rumore sommesso della neve che si compatta sotto i moonbooots, luci di fari, enormi tritacarni che fagocitano e risputano neve nera, foto, chiacchiere di conforto con la giornalaia, catene, caldo, messaggi, telefonate.
Mattina: colazione, deduzioni (chi abita in montagna si alza presto e impiega ore per raggiungere qulasiasi luogo, dunque chi abita in montagna dorme poco e non fa un cazzo).
Pomeriggio: ghiaccio, ritardi, pericolo di cadute, tempi insostenibilmente lenti, altri tritacarni al lavoro (ma non certo gli spalaneve o i mezzi spargisale), centro, luci, civiltà, conforto, risate, catene, vialetto, 21° gradi di sicurezza.
Sera: Prenotare treni, rincorrere notizie, vivere il momento: assaporare il calore artificiale del metano, tre piani sopra la silenziosa nemica che ruba la libertà.
Mattina: colazione, deduzioni (chi abita in montagna si alza presto e impiega ore per raggiungere qulasiasi luogo, dunque chi abita in montagna dorme poco e non fa un cazzo).
Pomeriggio: ghiaccio, ritardi, pericolo di cadute, tempi insostenibilmente lenti, altri tritacarni al lavoro (ma non certo gli spalaneve o i mezzi spargisale), centro, luci, civiltà, conforto, risate, catene, vialetto, 21° gradi di sicurezza.
Sera: Prenotare treni, rincorrere notizie, vivere il momento: assaporare il calore artificiale del metano, tre piani sopra la silenziosa nemica che ruba la libertà.
giovedì 17 dicembre 2009
Allarme meteo
Ieri sera nell'enorme angar non riscaldato o invano riscaldato, solo io scambiavo i suoni sommessi che provenivano dalla palestra per una tempesta di vento e neve. Arrivata a casa con un leggerissimo nevischio, mi sono sentita al sicuro; stamattina, pronta al peggio, ho passato in rassegna le confortanti previsioni, poi, spaventata da un sospetto leggero manto grigio sulle auto, mi sono rassegnata all'autobus. Stasera Giorgio, il meteorologo di fiducia, annuncia concrete possibilità di nevicate anche in pianura da domani pomeriggio fino a sabato mattina. E tutti sono calmi. Prenotano la pizzeria per domani sera. Io che in pizzeria andrei volentieri, sistemo accanto alla porta i moonboots in caso di prematura nevicata notturna e penso di portarmi dietro le chiavi della casa della mamma, più vicina alla pizzeria in caso di copiosa nevicata annunciata.
Oltre ad essere incompatibile con il freddo polare, reggo poco la tensione che si protrae, non tollero le attese prolungate, quindi a questo punto DEVE NEVICARE e non domani pomeriggio, bensì ora, subito, all'istante. Almeno ci si attrezza e punto. E allora che nevichi e alla svelta anche!
Oltre ad essere incompatibile con il freddo polare, reggo poco la tensione che si protrae, non tollero le attese prolungate, quindi a questo punto DEVE NEVICARE e non domani pomeriggio, bensì ora, subito, all'istante. Almeno ci si attrezza e punto. E allora che nevichi e alla svelta anche!
martedì 15 dicembre 2009
Intolleranza polare
Considerando che la mia temperatura ideale si aggira tra i 25° e i 28° gradi (almeno), ben si può intuire quanto soffra in questi giorni. Dicembre, il Natale, le luci, partire la mattina da casa con i primi bagliori che rompono la cortina del buio a oriente, la sciarpa rossa e la sciarpa viola, il cappello rosa di Dublino, tutti correlativi oggettivi cui non potrei rinunciare, eppure il freddo intenso ogni anno mi coglie alla sprovvista e mi annichilisce. Le persone intorno a me lo avvertono, ma lo fronteggiano. Non so come. Devo possedere una genetica diversa, perché assumo tempi mentali e motori da bradipo, mi sposto da termosifone a termosifone, in auto tengo il riscaldamento sulla quarta tacca, sono più nervosa e insofferente del solito (anche se il contesto non aiuta, c'è da dire). Tutti sintomi da intolleranza polare acuta. Speriamo di salire almeno sopra i cinque gradi di minima. In definitiva non chiedo molto.
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