Visualizzazione post con etichetta poemi cavallereschi contemporanei. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta poemi cavallereschi contemporanei. Mostra tutti i post
domenica 1 giugno 2014
Broadchurch
Finito in tre giorni. Angosciata. Devastata. Commossa. Rapita dagli sceneggiatori. Pronta a partire per il Dorset all'istante. L'unica cosa che non comprendo: perché girare un remake esattamente con lo stesso attore? Sia chiaro: guarderò anche "Gracepoint". Ma perché?
giovedì 22 maggio 2014
Punti fermi
Anche nelle giornate peggiori "The Big Bang Theory" è una garanzia:
- What am I supposed to do?
- Have you considered telling her how you feel?
- I'm a physicist, not a hippy.
- What am I supposed to do?
- Have you considered telling her how you feel?
- I'm a physicist, not a hippy.
lunedì 1 novembre 2010
Ny: ed è già sufficiente
Lettore di dvd fuori uso, si passa in rassegna la collezione di VHS fino ad estrarne Felicity.
Come sempre il 50 % è già l'ambientazione newyorkese.
domenica 3 ottobre 2010
Niente spoiler (per Gaia)
"In caso di incidenti è prevista la procedura standard: soccorri e rimuovi" (anche con un carrello elevatore).
Un telefilm in cui l'organizzazione è quasi tutto non può che essere tra i miei preferiti.
Un telefilm in cui l'organizzazione è quasi tutto non può che essere tra i miei preferiti.
venerdì 1 ottobre 2010
Ossimori
Ritrovare Rob Lowe nei panni dell'ex consulente presidenziale Sam Seaborn è motivo di gaudio, ascoltarlo duettare con Bradley Whitford/Josh Lyman ne vale sempre la pena.
"Noto anche un certo pallore" - osserva il californiano Sam.
L'amico, provato da un anno (due) di serrata campagna elettorale, magistralmente ribatte: "Tu vivi al centro del melanoma, avere l'aspetto florido è una specie di ossimoro".
"Noto anche un certo pallore" - osserva il californiano Sam.
L'amico, provato da un anno (due) di serrata campagna elettorale, magistralmente ribatte: "Tu vivi al centro del melanoma, avere l'aspetto florido è una specie di ossimoro".
martedì 28 settembre 2010
Reaction by election
Fedele alla lezione di Elizabethtown, mi sono concessa appena più di cinque minuti (tre ore e mezzo) per crogiolarmi nelle voluttà della sofferenza, poi ho riavvolto la registrazione affidata al timer all'alba e mi sono fidata di Aaron Sorkin e della VII serie di The West Wing, di Josh e di Donna, della notte delle elezioni, dell'isteria collettiva organizzata e strategicizzata. Un po' di pena si è fatta strada e domani sarà un altro giorno. Avrò comunque sempre una puntata di qualità su cui poter contare.
martedì 10 agosto 2010
Per quel che
Carpe diem ovvero riempi agosto di ciò che puoi, per quel che puoi, che poi a settembre, a ottobre, a gennaio ti rammaricherai di non aver(lo) vissuto appieno.
Caldo è ancora accettabilmente caldo, puoi dormire, leggere, fare incetta di almeno tre serie di telefilm; dietro l'angolo l'inverno e un enorme buco nero che fagociterà tempo, energie, il caldo buono. Chi può parta per luoghi scelti e agognati, chi non può progetti di partire appena potrà e pigi le giornate con pause debitamente selezionate, le decori con corti nascoste, minuscole e sconosciute con tazze colorate, corra in piscina perché giovedì tornerà a piovere.
Chi deve partire per forza per mete nient'affatto agognate, si scelga più accuratamente possibile i libri da mettere in valigia, carichi l'ipod, si armi di pazienza e mi scriva ogni qual volta sentirà l'impulso di urlare.
Caldo è ancora accettabilmente caldo, puoi dormire, leggere, fare incetta di almeno tre serie di telefilm; dietro l'angolo l'inverno e un enorme buco nero che fagociterà tempo, energie, il caldo buono. Chi può parta per luoghi scelti e agognati, chi non può progetti di partire appena potrà e pigi le giornate con pause debitamente selezionate, le decori con corti nascoste, minuscole e sconosciute con tazze colorate, corra in piscina perché giovedì tornerà a piovere.
Chi deve partire per forza per mete nient'affatto agognate, si scelga più accuratamente possibile i libri da mettere in valigia, carichi l'ipod, si armi di pazienza e mi scriva ogni qual volta sentirà l'impulso di urlare.
mercoledì 20 gennaio 2010
Why movies?
Nella prima puntata il piccolo Dawson è veramente piccolo e fuor di testa con la sua disarmante ingenuità e i sorrisi buoni dispensati al suo mondo in perfetto stile Frank Capra, ma gli si vuol bene lo stesso, perché sappiamo che crescerà. E poi alcune sue battute rimangono storiche e persino condivisibili:
- Why movies? What's the attraction there? - chiede Jen.
- I reject reality - risponde Dawson.
- Why movies? What's the attraction there? - chiede Jen.
- I reject reality - risponde Dawson.
domenica 3 gennaio 2010
Carole King, Where you lead
In questa giornata parecchio impegnata (ma un po' di sana levità ci vuole), ormai completamente catturata dalla VII serie di Gilmore girls, ho scoperto che la sigla è tratta da una canzone scritta e cantata da Carole King per la figlia nel 1971, interpretata poi anche dalla Streisand, infine incisa per serie tv dalla King con la figlia Louise. Per un'analfabeta musicale come me, son scoperte.
Poemi cavallereschi contemporanei
Nella mia (non solo la mia e ciò mi consola) mente malata, certi personaggi sono quasi reali. Sono cresciuta con La famiglia Bradford e lascio che una parte di me sia convinta che in una via di Sacramento l'ormai vecchio papà Tom sia sempre lì con Abby. Certi personaggi, per quanto virtuali, diventano e rimangono parte della tua vita, non puoi fare a meno di voler loro bene anche se sono degli idioti patentati ed impiegano anni a capire l'ovvio: tipo Joey che impiega sei serie prima di scegliere Pacey.
Una settimana fa a Bologna mi sono imbattuta, a buon prezzo, nella VII serie di Gilmore Girls, l'unica che mi mancava. Guardo oggi il primo episodio, conosco la storia a grandi tratti, per quanto la vita vera due anni fa mi avesse distratto. Lorelai ha lasciato Luke per validi ma non drammatici motivi, si consola con Chris (che non rappresenta l'emblema della feccia umana) ma non le interessa più di tanto; Lorelai sta male come un cane, Luke la cerca, si scusa, lei risponde laconica: "I's over". Infine, Luke si presenta da lei una mattina con il noto camioncino colmo di bagagli, si scusa nuovamente, le dice: "Non voglio più aspettare. Sono qui. Ho appena fatto il pieno, ho prenotato un paio di Bed and Breakfast nel Maryland. Se non ti va bene il Maryland, non dobbiamo andarci per forza. Ho la roba da campeggio, se magari preferisci il Vermont o il Maine, oppure possiamo andarcene ad Atlantic City o a Las Vegas. Ho chiesto informazioni, possiamo anche prendere una barca a noleggio, sempre se ti va, e risalire la costa. Non lascerò che finisca. Partiamo adesso, andiamo e sposiamoci." E lei ferma, pur patendo, replica: "I slept with Christofer". Il buon vecchio Luke tace e se va. Comprensibilmente.
Ora, so bene che di personaggi tratti dalla penna o dai tasti di sceggiatori trattasi, mi rendo anche conto che dopo sei serie possa venir meno l'inventiva, ma come possono aver pensato gli sceneggiatori, come può aver concepito Lorelai di non partire subito all'istante con l'amore della sua vita, nonché di informarlo di una distrazione che, per sua stessa ammissione, non le interessa? Gli amici, anche quelli frutto della fantasia altrui, vanno compresi e aiutati quando sbagliano. Talvolta non è facile. Ecco. Anche quando sai che gli sceneggiatori provvederanno a risolavere la temporanea infermità mentale di Lorelai.
Una settimana fa a Bologna mi sono imbattuta, a buon prezzo, nella VII serie di Gilmore Girls, l'unica che mi mancava. Guardo oggi il primo episodio, conosco la storia a grandi tratti, per quanto la vita vera due anni fa mi avesse distratto. Lorelai ha lasciato Luke per validi ma non drammatici motivi, si consola con Chris (che non rappresenta l'emblema della feccia umana) ma non le interessa più di tanto; Lorelai sta male come un cane, Luke la cerca, si scusa, lei risponde laconica: "I's over". Infine, Luke si presenta da lei una mattina con il noto camioncino colmo di bagagli, si scusa nuovamente, le dice: "Non voglio più aspettare. Sono qui. Ho appena fatto il pieno, ho prenotato un paio di Bed and Breakfast nel Maryland. Se non ti va bene il Maryland, non dobbiamo andarci per forza. Ho la roba da campeggio, se magari preferisci il Vermont o il Maine, oppure possiamo andarcene ad Atlantic City o a Las Vegas. Ho chiesto informazioni, possiamo anche prendere una barca a noleggio, sempre se ti va, e risalire la costa. Non lascerò che finisca. Partiamo adesso, andiamo e sposiamoci." E lei ferma, pur patendo, replica: "I slept with Christofer". Il buon vecchio Luke tace e se va. Comprensibilmente.
Ora, so bene che di personaggi tratti dalla penna o dai tasti di sceggiatori trattasi, mi rendo anche conto che dopo sei serie possa venir meno l'inventiva, ma come possono aver pensato gli sceneggiatori, come può aver concepito Lorelai di non partire subito all'istante con l'amore della sua vita, nonché di informarlo di una distrazione che, per sua stessa ammissione, non le interessa? Gli amici, anche quelli frutto della fantasia altrui, vanno compresi e aiutati quando sbagliano. Talvolta non è facile. Ecco. Anche quando sai che gli sceneggiatori provvederanno a risolavere la temporanea infermità mentale di Lorelai.
domenica 15 novembre 2009
Per me

Per me è quasi Natale. Il Natale è uno stato della mente, che ben poco o affatto ha a che fare con la religione, è una gran bella tradizione. Come sosteneva la sempre saggia Ally McBeal: "Natale inizia quando fai l'albero". Direi che è quasi tempo di "farsi" fare l'albero, è quasi Natale. Certo, tornare a casa in compagnia di Robertino (Dowey J.) e dell'albero prescelto è un'altra cosa, ognuno si arrangia come può.
lunedì 2 novembre 2009
The one with the ballroom dancing
Friends rimane in assoluto il miglior telefilm mai sceneggiato. Se a questo aggiungiamo Matthew Perry, le espressioni incredibili di Matt Le Blanc e il Village di New York come sfondo, ecco spiegata la grandezza (al di là del successo) di Friends. La scena del ballo di Joey e di Tregeer il portiere sul tetto del condominio di Grove Street nella notte illuminata dalle luci di New York non rientra tra le perle, ma certamente è indimenticabile (IV serie, episodio 4).
giovedì 6 agosto 2009
Have a little faith in me
http://www.youtube.com/watch?v=8UkKTlzyLhQ
Di solito Have a little faith in me, nella classica versione da telefilm di Jhon Hiatt, è un brano associato a scene di riflessione collettiva o individuale che precedono una scontata, solo apparentemente difficile decisione. Non dovendo decidere alcunché, anche perché non ho mai impiegato troppo a decidere (mai capiti quelli che si ritirano per deliberare: nel momento in cui pensi, automaticamente decidi), fuor di sceggiatura, rimane un ottimo brano da giornate afosa di generica riflessione.
Di solito Have a little faith in me, nella classica versione da telefilm di Jhon Hiatt, è un brano associato a scene di riflessione collettiva o individuale che precedono una scontata, solo apparentemente difficile decisione. Non dovendo decidere alcunché, anche perché non ho mai impiegato troppo a decidere (mai capiti quelli che si ritirano per deliberare: nel momento in cui pensi, automaticamente decidi), fuor di sceggiatura, rimane un ottimo brano da giornate afosa di generica riflessione.
martedì 28 luglio 2009
Aaron Sorkin by night
Possibile che i telefilm firmati Aaron Sorkin, francamente tra i migliori scritti negli ultimi anni, siano relegati ai nottambuli o a chi si ricorda ogni giorno di controllare i programmi tv e programmare adeguatamente il timer del VCR?
Anche Studio 60 on the Sunset Strip è stato relegato alle 2-3 di notte su Italia, The West Wing alle 5-6 del mattino il sabato e la domenica su Rete4. Che pena!
http://www.imdb.com/title/tt0485842/
http://www.tvblog.it/post/4869/studio-60-on-the-sunset-strip
http://www.tv.com/studio-60-on-the-sunset-strip/show/58214/summary.html
mercoledì 15 luglio 2009
The West Wing: uh, yeah
Una della ragioni per le quali seguo (sarebbe più esatto dire "rincorro tramite VCR il sabato e la domenica all'alba, ore 5.30-6.30") "The West Wing" è certamente perché è l'unico telefilm in cui si può trovare uno scambio simile:
Toby: "La First Lady deve presenziare ad una gara automobilistica. Devi prepararla".
Annabeth: "Uh, yeah".
Toby: "Non sto scherzando".
Annabeth: "Un, yeah: sintagma fonetico olofrastico che esprime entusiasmo scaturito dalle viscere".
Iscriviti a:
Post (Atom)
