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giovedì 22 agosto 2013

Finalmente


Finalmente ho trovato un senso alla sofferenza imposta dalla rigenerazione del decimo Doctor e alla sostituzione di David Tennant: lui, il companion Rory, lui Arthur Dervill, che già mi aveva convinto, lui l'unico che davvero mi aveva convinto nella quinta serie di Doctor Who, lui serio fino all'ultimo sul palcoscenico e affabile, gentile, sorridente e osservatore fuori dal teatro, lui che col suo zaino nero con le rifiniture marroni, accontentato anche l'ultimo spettatore, si allontana tranquillo a piedi in mezzo a Times Square.
Finalmente, Moffat, ti ho perdonato.

mercoledì 23 maggio 2012

Mondi alieni

Io e la musica due mondi contrapposti, essa esiste al di fuori di me. Non la conosco, almeno chi ben mi conosce sa che non la conosco; non la ascolto o ascolto sempre la stessa per mesi, da gennaio attualmente. A volte, però, dal vivo m'incanta. M'incanta il piano con quei colori irruenti e decisi, con i contorni lisci e perfetti e quegli spartiti a volte compitamente costretti nei raccoglitori con le copertine colorate, a volte (e sono i miei preferiti) sgualciti, accartocciati perfino rattoppati con lo scotch. M'incantano le mani dei pianisti, le dita dei pianisti, affusolate, rapide e indipendenti, veloci al limite dell'umano, oltre l'umano. Ho scoperto che le mani dei pianisti possono anche tremare e suonare comunque bene, alla fine parte del divertimento è condividere, mettersi alla prova, vincere il limite. E la sofferenza, parecchia anche, è nel conto. Il pianista più di altri suona a memoria e ciò lo rende ancora più affascinante perché la musica è tutta nella sua testa, apparentemente senza possibilità di riflessione, di compromesso, tranne quando decide di farsi beffe dei mortali, di quelli che solo ascoltano e solo possono ascoltare. E alla fine, felici, dopo aver suonato per gli altri, due se ne tornano nell'aula di pianoforte e suonano di nuovo, per loro; per la gioia di suonare, di suonare insieme.

venerdì 3 dicembre 2010

Prove tecniche


Nasco analfabeta musicale, rimango analfabeta musicale, vengo irragionevolmente ritenuta da taluno una discreta intenditrice di musica classica e jazz. Non ascolto quasi mai musica, scelgo, più spesso faccio scegliere per me concerti di qualità. Al contrario, la musica dal vivo, per quanto analfabeta rimanga, mi affascina e mi cattura, perché il musicista (capace) incanta, quasi fosse un mago che crea dal nulla armonie e disarmonie incredibili, e attrae mentre suda, si divincola, sorride, si accanisce e piega lo strumento alla sua volontà. E anche le prove tecniche non sono da scartare.

mercoledì 4 agosto 2010

Can you dance like an hippogriff?

Senza sottotitoli non avevo notato la meraviglia (di totale invenzione degli sceggiatori) del testo della disco dance del ballo del ceppo in Harry Potter and the goblet of fire:

Learning to rock and roll,
spin around like a crazy elf,
dancing by himself,
boogie down like a unicorn,
no stopping till the break of dawn,
put your hands up in the air
like an ogre who just don't care.
Can you dance like an hippogriff?


Per non parlare del lento finale:
No, don't let this magic die.
The answer's there.

lunedì 22 febbraio 2010

Suoni, rumori e socialcosi

Alla fine, grazie ai socialcosi, Sanremolo l'ho guardato seguito commentato quasi tutto. E mi sono anche divertita. Everylake e "amo la mia cultura e la mia religione" a parte, non ricordo una sola parola o melodia ascoltata; Perché il mondo piange sto volutamente cercando di dimenticarla. E' ora di tornare alla vita normale, in cui, nella mia almeno, si apprezza un pomeriggio casalingo rubato al troppo e al niente e si vorrebbe prendere almeno un treno.
Io e la musica non abbiamo mai avuto un grande rapporto. Capisco in trenta secondi se una canzone mi piace o meno, se ne tollero l'ascolto o sarà sempre per me semplice rumore fastidioso. Dopo aver tentato invano di ascoltare anche altri brani sanremesi, per riprendermi, ho dovuto ricercare Who wants to live forever e All I want is you, trovando nuova confortante conferma al principio già noto: non sono refrattaria alla musica, solo a certa musica, la maggior parte per la verità.