Inno ad Einstein e alla sua relatività spazio-temporale. Il grande Albert aveva capito tutto.
L'estate pare finita un anno fa, il "Globe", "Le allegre comari di Windsor", la barchina nel lago sono solo ricordi lontani di un mese e mezzo che è un anno e mezzo. Al contrario, le giornate durano ventiquattro secondi e non ventiquatt'ore. Gli eventi si rincorrono veloci e assurdi senza capo né coda, senza avere il tempo, la forza, la voglia di trovarci un senso; con l'incrollabile determinazione a plasmare il plasmabile, ad erigere barricate, a contenere l'ingiustizia. Davvero "la bussola va impazzita all’avventura / e il calcolo dei dadi più non torna". Alla prossima estate manca un secolo. Bacchette ben ferme in mano, si procede a colpi di "bombarda maxima".
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venerdì 8 ottobre 2010
martedì 28 settembre 2010
Reaction by election
Fedele alla lezione di Elizabethtown, mi sono concessa appena più di cinque minuti (tre ore e mezzo) per crogiolarmi nelle voluttà della sofferenza, poi ho riavvolto la registrazione affidata al timer all'alba e mi sono fidata di Aaron Sorkin e della VII serie di The West Wing, di Josh e di Donna, della notte delle elezioni, dell'isteria collettiva organizzata e strategicizzata. Un po' di pena si è fatta strada e domani sarà un altro giorno. Avrò comunque sempre una puntata di qualità su cui poter contare.
giovedì 6 agosto 2009
Disperati all'arrembaggio
http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/tecnologia/twitter/twitter-tilt/twitter-tilt.html
Premesso che l'attacco informatico a Twitter non significa la fine del mondo e nemmeno del mio mondo, certamente unire le forze per rendere inaccessibile un social network come Twitter indica che parecchie persone, oltre me, hanno grossi problemi e una buona parte di esse trovano o pensano di trovare sollievo limitando la libertà altrui, facendo del male in maniera diretta o indiretta a coloro che usufruscono del medesimo ossigeno. Chi si accanisce contro le ossa altrui deve avere le proprie pittosto ammaccate, o non avrebbe tempo di spendere così tanta coordinata fatica nel danneggiare coloro che hanno la sfortuna di convidere il medesimo universo.
Premesso che l'attacco informatico a Twitter non significa la fine del mondo e nemmeno del mio mondo, certamente unire le forze per rendere inaccessibile un social network come Twitter indica che parecchie persone, oltre me, hanno grossi problemi e una buona parte di esse trovano o pensano di trovare sollievo limitando la libertà altrui, facendo del male in maniera diretta o indiretta a coloro che usufruscono del medesimo ossigeno. Chi si accanisce contro le ossa altrui deve avere le proprie pittosto ammaccate, o non avrebbe tempo di spendere così tanta coordinata fatica nel danneggiare coloro che hanno la sfortuna di convidere il medesimo universo.
Have a little faith in me
http://www.youtube.com/watch?v=8UkKTlzyLhQ
Di solito Have a little faith in me, nella classica versione da telefilm di Jhon Hiatt, è un brano associato a scene di riflessione collettiva o individuale che precedono una scontata, solo apparentemente difficile decisione. Non dovendo decidere alcunché, anche perché non ho mai impiegato troppo a decidere (mai capiti quelli che si ritirano per deliberare: nel momento in cui pensi, automaticamente decidi), fuor di sceggiatura, rimane un ottimo brano da giornate afosa di generica riflessione.
Di solito Have a little faith in me, nella classica versione da telefilm di Jhon Hiatt, è un brano associato a scene di riflessione collettiva o individuale che precedono una scontata, solo apparentemente difficile decisione. Non dovendo decidere alcunché, anche perché non ho mai impiegato troppo a decidere (mai capiti quelli che si ritirano per deliberare: nel momento in cui pensi, automaticamente decidi), fuor di sceggiatura, rimane un ottimo brano da giornate afosa di generica riflessione.
sabato 21 febbraio 2009
Ossa
Chi osa vince. Per la verità chi osa spesso perde, ma almeno vive; peraltro chi non osa o chi è costretto ad osare suo malgrado quasi sempre perde e ne guadagna le ossa rotte. Insomma, le ossa rotte vanno sempre messe nel conto ad intervalli regolari, soprattutto quando non riesci ad essere trasparente, a non attirare l'attenzione, a non mantenere, malgrado i costanti sforzi, un profilo rasoterra praticamente strisciante. Non capisci perché si dovrebbe provare qualcosa di diverso dalla pietà per un simile esemplare di essere umano. Comunque, non tutti - spero - ma la gran parte dell'umanità ha le ossa più o meno incrinate più o meno frantumate, dovunque e comunque. E anche chi spezza ossa non deve passarsela affatto bene.
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giovedì 11 settembre 2008
mercoledì 20 agosto 2008
Acque
Sembra si possa iniziare a navigare più sicuri, almeno per qualche giorno. Il rischio di assalti pirateschi rimane solo onirico.
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