sabato 8 ottobre 2011

Correlativi oggettivi


Dal 28 agosto fino a ieri, 7 ottobre, ogni giorno ho celebrato l'ultima giornata d'estate di questa never ending summer, che solo a tratti mi é dispiaciuta. Ho avvertito l'eccesso solo in due occasioni: la prima volta quando mi sono ritrovata all'aeroporto di Pisa con stivali, felpa, giacca lunga di pelle e 37° C; la seconda quando l'effetto serra delle finestre con sole battente unito all'effetto bue e asinello ha reso intollerabili le aule del secondo piano. Ma l'ho apprezzata lo stesso.
Ho scelto con particolare cura gli abiti, perché sarebbe forse stato quello l'ultimo giorno della stagione in cui poterli mettere; con altrettanto consapevole autocompiacimento ho indossato i completini estivi per giocare a tennis. Ho sempre trovato l'energia per alzarmi anche presto, uscire, andare a Firenze per visitare mostre, sedermi sulla coda del drago nel giardino dell'Orticoltura e mangiare, come omggio alla mia città, un gelato "chocolate fudge brownie" di Ben and Jerry (che laggiù avrei disdegnato); per camminare e fotografare Firenze e i suoi ponti. Ho indossato in casa e fuori casa le ciabattine leggere a quadrettini rossi, le uniche infradito che sia mai riuscita a portare.
Fino ad oggi.
Da ieri mi sto arrendendo alla necessità dell'autunno. Ma sbuffo.
Tanto il mio autunno l'ho già avuto ed era perfetto, perché in casa era caldo ed è per questo che avevo comprato le ciabattine a quadrettini rossi, perché i cieli erano meravigliosi e seduti al sole sulla chaise longue a righe bianche e verdi si aveva la sensazione di vivere il momento perfetto.
Lo ammetto: mi piacciono le stagioni, non vorrei abitare in uno di quei posti dove per tutto l'anno c'è sempre un sole stampato e la stessa temperatura. Voglio i nuvoloni neri e gonfi, i cieli multicolori, le sciarpe e, se vivessi in una città civile munita di sale e spalaneve, vorrei persino, una volta l'anno, anche la neve. Quindi, in definitiva, non chiedevo tanto, solo un'estate che durasse fino al 31 di ottobre, che dal 1° di novembre mi accendono il riscaldamento centralizzato.
E invece no, nemmeno l'effetto serra ha potuto tanto. E in queste case, infuocate o fredde, per coccolarmi fino all'ultimo il correlativo oggettivo della never ending summer - le ciabattine a quadrettini rossi - mi son già buscata il raffreddore.

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