domenica 28 agosto 2011

Together we stand


Non è la mia città del cuore, ma è appena una tacca sotto. E penso alla mia New York spettrale in attesa dell'uragano. E mi fa male pensarla vuota, pensarla ferma, pensarla inerme. Seguo le ultime notizie, come se Irene dovesse passare a non più di un centinaio di km da qui. E' sempre stato così ancor prima di metterci piede. Camminare per le sue strade è stato come averlo sempre fatto. E' tutto pronto, tutti sono pronti e ce la faranno - spero - senza troppe ferite. I due cretini col kajak nell'Hudson li avrei lasciati al loro destino, che non si sarebbe perso nulla. Anzi.
Riguardo per l'ennesima volta le ultime puntate della decima serie di "Friends", rido, mi commuovo e continuo a non capire perché ci debba trasferire in campagna dal Greenwich Village. Anche con Irene l'uragano alle porte.

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