sabato 12 luglio 2008

Oltre la siepe

Vivrei con la valigia in mano. E in effetti le due valigine, la piccola e la media sono adagiate in camera almeno da dicembre. Se potessi scegliere, vivrei due settimane a Londra, due settimane a New York e due settimane da queste parti, dove ci sono gli affetti e dove sono nata - è ovvio. Volare, vivere gli aeroporti, prendere treni, cambiare treni e metro non è mai stato un problema, purché tutti funzioni - è chiaro. Non so come ho fatto a non spostarmi, o quasi, per lungo tempo, per troppo tempo. In effetti mi sentivo soffocare in quegli anni. Quando nei mesi passati sono riuscita a ritagliare una virgola di tempo e ad infilarmi su qualche treno per poi attraccare sulla mia Isolachenoncè, è stato come sentire di poter respirare finalmente a pieni polmoni. E ora si parte, si parte per una meta persino bucolica, cioè una meta bucolica con nicchia di civiltà in cemento con piscina annessa ed escursioni scelte in città. E' chiaro. Cinque anni fa non avrei potuto immaginare me stessa in quel luogo in questa particolare occasione. Cinque anni fa non avrei immaginato di poter tenere le due valigine lì per terra in camera, sempre pronte e sempre in mezzo, ad intralcio perenne, a monito di una scelta. Per fortuna si cambia, se si ha il coraggio di cambiare. E si sceglie di tenere chi veramente conta.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Prendere treni, partire e tornare, avere valigie sempre pronte. Sì, è molto bello.